La mia pagina personale...

(ultimo accesso:09/Dicembre/2008)

Ciao Mamma....

Te ne sei andata…

hai lasciato nei miei occhi il tuo sorriso e il resto nei cuori di chi hai amato.

Te ne sei andata, si sono spenti i tuoi occhi che hanno visto il sole e i suoi colori e hanno pianto, e hanno riso, di dolore e di gioia e come il vento sei volata via, lontana e sola, lasciando un ricordo nella mia memoria e un doloroso stupore dentro la mia vita, ti sento nel silenzio della sera, mi culli nel sogno della notte, ma sei aria e come l’aria non ti posso più toccare. Te ne sei andata, non hai potuto nulla per restare, ed al tuo posto c’è solo un vuoto pieno di parole, rimaste lì, bagnate di lacrime, piene di dolore, c’è solo il nero della notte e il tuo sorriso, ancorato per sempre nel mio cuore.

Grazie mamma….

 

     

 Tarsia - 08/01/1930  -  11/11/2008

                                                                                                    

La morte sorride agli uomini e loro, non possono che sorriderle di rimando... 

Mamma...

Ho conosciuto un milione di persone
ma nessuna mai come te.
Molti dei miei amici sono speciali
ma io continuo a non avere idea di
come fai ad essere così meravigliosa...
eri la  mamma più perfetta del mondo.
Mi hai sempre amato e aiutato
anche quando avevo torto.
Mi dispiace di averti addolorata
mi dispiace di averti fatta piangere.
Farò del mio meglio per renderti orgogliosa
prometto che ci proverò.
Chiunque incontra delle difficoltà
e chiunque prova dolore
e se qualcuno sa che il sole splenderà
attraverso la pioggia
quelli siamo tu ed io.
Tu mi hai dato così tanto
che le parole non bastano
per dire quanto ti voglio bene e quanto t'amo.
Tu hai creduto in me nonostante tutto.
Le mie braccia sono sempre aperte
ti prometto che non si chiuderanno mai.
Ho più rispetto per te
che per qualsiasi altra donna al mondo.
Tutto andrà per il meglio
perchè io ti vorrò sempre bene e ti amerò sempre...
Mamma, non ci sei più... ma come tutti gli ANGELI mi sei sempre vicino e accompagnandomi nelle tappe della vita, non lasciare mai la mia mano...

Con amore...
Tuo figlio....

Elio.....

MIA MADRE
De Amicis

Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha sessant'anni e più la guardo
e più mi sembra bella.
Non ha un accento, un guardo, un riso
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore, farei tutta la vita
il suo ritratto.
Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch'io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.
Ah se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d'Urbino
il pennello divino per coronar di gloria
il suo bel volto.

 

Il pericolo è chiudersi nel silenzio di parole non dette, peggio, nel silenzio delle parole che ti muovono dentro.

Angeli feriti a morte che nessuna terapia umana riesce a curare; spesso neppure l'amore...

 

 

Dedicato ai cuori solitari per scelta. Altrui.

Quelli che sono stati appena lasciati e non ci stanno.

Quelli che ci starebbero anche, se solo trovassero qualcun altro disposto a stare con loro.

Quelli che fanno gli innamorati di riserva e da svariate festività aspettano che lui/lei lasci il titolare.

Quelli che «io dall'amore non mi aspetto più niente», ma sperano ancora di aver detto una bugia.

Quelli che non sanno che sapore ha un bacio, o non se lo ricordano più

Quelli che «ma come cantava Baglioni, strada facendo troverai anche tu un gancio in mezzo al cielo?» Quelli che «ma fammi il piacere!» e alzano la testa, così, per controllare.

Quelli che la testa non la alzano più e invece gli farebbe bene.

Quelli che «se potessi tornare indietro» o «se riuscissi ad andare avanti» e intanto intralciano il traffico.

Quelli che si sentono esclusi, sconfitti, diversi, incompresi, inadeguati:

soli, eppure sono tantissimi.

Quelli che non sentono più niente e, dopo averlo rincorso invano, adesso scappano dall'amore.

Quelli che tanto l'amore prima o poi li raggiunge.

 

 

Il mio ritratto disegnato e realizzato da un amico

La poesia di Myriam....

FOLLIE DI SETTEMBRE

Ma di assurdo che c'è? tutto e niente perchè sì di vero ce n'è...ma nessuno potrà mai capire dov'è !

E' una storia vissuta, una storia vissuta soltanto da me ! Forse c'eri anche tu, o non era la pura creazione di una mente rimasta troppo tempo in pensione?

....angeli sulla terra vecchi col loro bagaglio...

Combattenti lontani, nel Libano, che si scannano senza pietà!

Che sconvolgeranno l'umanità!

C'era anche un marito da tre anni sparito, non si sa poi bene perchè e un amico...un amico che lasciarti non sa!

Ma cos'ha questa mente impazzita...che fermarsi non sa! Si lo so, la follia di una notte non si ripeterà più!

Lascerà solamente il ricordo di emozioni passate!

Paura  sgomento e passione che fra poco non avranno neppure la forza di sembrare realtà!

Grazie MYRIAM....

 

 

LENTAMENTE...

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, il colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

(Pablo Neruda)

 

Dedicato alla PACE....

Immagine realizzata alla fine degli anni 70..la felicità di questa famigliola di Reggio Calabria in piazza Duomo a Milano.

Magari che (gargarismo) Banco del mutuo soccorso
(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo)


Guardami, guardami, guardami di più oltre l'istinto, quanta anima, anima, anima.
Cercala, cercala, cercala se c'è, sotto un ritardo del cuore
deserto tocca l'anima, anima, anima.
Magari che ci fosse l'anima, in questo tempo di caucciù,
pieno di uomini e di nuvole come noi.
Prendimi, prendimi siamo uguali a noi, io e te sorella quanta anima, anima ,anima.
Toccala, toccala provami che c'è, io e te sorella, né cielo né terra,
siamo anima, anima, anima.
Magari che ci fosse l'anima, in questo minimo che c'è,
con un bastone dietro a un angolo che aspetta me, magari te.
Sta in chi ti grida in mezzo al traffico "che bella musica che fai",
sta nelle idee che si ribellano, che ti cambiano.
Ci sono quelli che perdono, ma che non si perdono, imperfetti, indistruttibili,
costretti a essere liberi, sai che cosa c'è?
Hanno una specie d'anima, che è sacra come raggi di sole.
Magari che ci fosse l'anima, sta in una mano quando c'è,
sta in chi sparisce in fondo a un attimo anche se un angelo davvero, davvero non è.
Magari che ci fosse l'anima, in mezzo al minimo che c'è,
sta in questa specie di giocattolo che siamo noi.
 

Il vecchio casello in C/da Pietra Lavandaia

 

  Omaggio all'amica Fernanda.. dall'Argentina..

 

 

 

 

 

"Mazziniano puro" (...)

Autobiografia...

Mi chiamo Aurelio,(per gli amici Elio) sono nato a Tarsia (Cosenza) "Tarsiano puro" ma "Milanese" di adozione per ragioni di lavoro! vivo a Milano dal lontano 1977.

Ho realizzato questo sito,allo scopo di "omaggiare" il mio paese! ( e non solo) spero di aver fatto un buon lavoro..

Saluto da questa pagina tutti i miei compaesani e un saluto inoltre: "alla comunità Calabrese in Argentina, Australia,Brasile" per le loro "mail" di complimenti e incoraggiamento a continuare,e a regalare loro immagini sempre più inedite e recenti del nostro piccolo e grande paese..TARSIA!

 

 

 

                       

 

Le immagini da Los Angeles

Il mio personale commento...

Un commento alle immagini di Fidelio Tarsia da Los Angeles (USA) e da me pubblicate nel presente sito.

Se negli anni Trenta Londra poteva essere descritta con i termini di unique city - dato il suo sviluppo urbano caratterizzato da una dispersione tanto forte da farla allontanare completamente dalla tradizionale immagine di città dotata di centro ben riconoscibile - oggi è probabilmente Los Angeles, con il suo paesaggio frazionato in nuclei eterogenei, metropoli multietnica per eccellenza e crocevia di varie forze di sviluppo, a poter aspirare a questa definizione. L' America è sempre stata oggetto del desiderio, a partire da milioni di nostri connazionali emigrati in cerca di fortuna; l'America ha creato i suoi miti (Marilyn Monroe, Elvis Presley, James Dean), l'America è la patria del cinema, il mondo della fantasia, l'America è il luogo del Grande Sogno, l'America con la sua potenza detta legge in campo politico-economico, l'America ha introdotto nella nostra cultura i suoi prodotti come la Coca Cola, i Pop-corn e i jeans Levi's, l'America anticipa mode e costumi,l'America ti da l'opportunità di raggiungere il successo e la ricchezza in breve tempo, altrettanto velocemente l'America ti toglie tutto e da uomo affermato diventi un barbone e perdi mogli e figli, l'America è anche povertà e la capisci soltanto quando incroci gli sguardi dei neri di Harlem lungo la metropolitana newyorkese. L'America, come del resto ogni cosa, ha i suoi pregi e i suoi difetti: l'America è il luogo delle mille contraddizioni, non puoi bere una birra se non hai compiuto 21 anni mentre puoi liberamente acquistare un'arma da fuoco quando ti pare e piace...anche questo
vuol dire America. 

Cosa ci riserva il futuro?

Commento:

Se si dovesse citare un solo evento del millennio lasciato alle nostre spalle,il più importante sarebbe senza dubbio la caduta del muro di Berlino,nel Novembre 1989.Anticipato dai Polacchi di Solidarnosc,favorito dalla Glasnost di Michail Gorbaciov,lo smantellamento della cortina di ferro fa precipitare in pochi mesi tutti i paesi dell'ex blocco Sovietico-dai confini col Baltico alle rive del Mar Nero-nelle gioie della libertà d'espressione e nelle controverse possibilità dell'economia capitalistica.

Ma se all'Est si affaccia la pace,nel resto del mondo non è la stessa cosa.L'interminabile conflitto Israelo-Palestinese,il Libano preso in ostaggio,il sanguinoso scontro tra Irak e Iran,la guerra del Golfo (trionfo dei mass media),le guerre civili in Somalia,Eritrea e Nicaragua,i massacri di Curdi,i genocidi in Cambogia e Ruanda,l'Afghanistan e lo Yemen,la guerra delle Malvine e più vicino a noi (troppo vicino) la pulizia etnica nell'ex Jugoslavia sono stati e sono ancora altrettanto drammi che non smettono di ricordarci che l'uomo sarà sempre il peggiore dei predatori. E non saranno certo gli integralismi religiosi a garantire un futuro d'armonia a un pianeta sempre a rischio di sovrappopolazione. Sola nota ottimistica in questo concerto di crisi e tragedie, l'abolizione dell'Apartheid in Sudafrica e l'elezione del presidente nero Nelson Mandela. 

Nel nostro mondo occidentale, la guerra viene condotta su un altro fronte, quello dell'economia. La crisi, iniziata nel 1973, dopo venticinque anni di crescita euforica, continua ad avvelenare la nostra esistenza con i suoi effetti nefasti. La comunità economica Europea, diventata unione Europea, è passata a dodici e poi quindici membri. Solo la Svizzera, la Norvegia e l'Islanda  mancano all'appello. il trattato di Maastricht istituisce la moneta unica e i governi sembrano pronunciare due sole parole:disoccupazione e sociale. Ma il fossato tra ricchi e poveri si fa sempre più largo e, se le statistiche Europee citano una media del 10% di disoccupati nell'unione, tutti sanno che in realtà bisogna almeno raddoppiare questa cifra per ottenere il numero reale degli emarginati del millennio appena trascorso.

Giant Or Dwarf, gigante o nano: questa regola spietata si impone sempre più alle imprese che vogliono sopravvivere di fronte alla globalizzazione degli affari. Fusioni gigantesche nel settore dei servizi e raggruppamenti al di sopra dei confini nazionali della tradizionale industria pesante bloccano lo sviluppo delle piccole imprese a vocazione locale o regionale. Gigante o nano. Bisogna scegliere.

I nostri antenati hanno conosciuto, a quanto pare, la grande paura dell'anno 1000. E noi?abbiamo davvero fatto progressi?che Dio ce la mandi buona.

Elio.

Voglio..

Voglio questo vento che giunge da paesi lontani...voglio notti tranquille...e soli meravigliosi, l'amore della donna amata e l'amicizia degli uomini...voglio vivere ogni giorno e non solo avvicinarmi alla morte non la temo! ma non la desidero. C'è ancora tanto da vedere, amare, desiderare...mi piace l'aria pulita del mare, l'aroma salmastro che mi lascia sulle labbra. Mi porta il ricordo di coste lontane, di una gioventù dorata e splendente, di quando il mondo era giovane e prometteva tanto...

Le stelle...

L'effetto del vino si è sommato al piacevole senso di sazietà, al calore del fuoco, al silenzio resinoso della notte e all'eterno scintillare delle stelle che non ha mai smesso di stupirmi...e cerco le costellazioni note, quelle che hanno guidato per mille strade e mille paesi...la mappa dei vagabondi...le stelle...

 

Il Vento dei morti


Com'è dolce udire il vento del cimitero.
Ascoltare il respiro dei morti che si accompagnano.
Chissà quando,lo stesso respiro accomiaterà anche noi.
Dal vento odo l'eco dei loro cuori infranti dalle lacrime della solitudine ahimè!...
Quando dolore v'è quaggiù ma quanta pace v'è qui dentro.
Ma ditemi morti,muti e inespressivi,quanti di voi amano ancora,suvvia ditemi qual è l'anima che sussulta ancora per una Venere o un Adone lasciato di qua?
Ecco voi andate,il vento si placa,il vostro respiro si arresta,voi siete morti nulla potete più.
Piangete il sibilo del vento piangete i ricordi che non contano più.


 

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