Riserva naturale di Tarsia
L'impatto ambientale della diga
..Calano le ombre sulle dolci acque del lago,ed è subito sera,un fruscio di foglie per una folata di vento,poi la quiete,e la luna sorride compiaciuta pennellando di luce le sue acque....
Guardando il lago scende un velo malinconico sul tuo viso, Non tornare indietro a pensare ai vecchi tempi che ci legavano….e tu non credevi che poteva nascere un vero sentimento chiamato….amore.
Francesco Rende
Descrizione dell'area Protetta Relatore:Benito Borchetta, Perito Agrario.
A cura di:Aurelio Scarola.
Il Lago di Tarsia, in provincia di Cosenza, ricadente nel territorio del comune omonimo, è facilmente raggiungibile dall'autostrada Salerno/Reggio Calabria, uscita, appunto, per Tarsia. Il bacino attraverso il quale, il Lago, si è formato, nel corso degli anni, fu realizzato dal Consorzio di Bonifica del Crati e dalla Piana di Sibari. La istituzione, con legge regionale a riserva naturalistica, ne sancisce l'effettiva importanza. Nella sua amena e suggestiva posizione, è circondato da basse colline, dai crinali che discendono in dolce pendio, riccamente costellate da macchia mediterranea, particolarmente rigogliosa, dove spicca fra tutti: l'Olmo ed il Leccio, oltre al Corbezzolo ed al Tamerice In questo ulteriore contes to ambientale calabrese, di interessante valenza naturalistica, vi trovano riparo una moltitudine di uccelli migratori, che è impossibile citare complessivamente, liniitandoci ad indicarne alcuni esemplari, nei disegni a fianco rappresentati. Invito i visitatori del sito a compiere una visita per constatare, di persona, l'interessante configurazione geografica.
Principali elementi della fauna presenti nell'area:
Il gabbiano La gallinella d'acqua Il gufo reale Il germano reale La volpe
Principali elementi della flora dell'area:
La liquirizia L'origano Il lentisco La ginestra
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Descrizione dell'area
La riserva è costituita da un bacino irriguo con rive (lato Tarsia)e colline poste sul versante orientale del lago (lato Santa Sofia D'Epiro). Il territorio è per la maggior parte demaniale ed una piccola parte privata. Indicazioni per raggiungere la riserva Per raggiungere la riserva naturale regionale del lago di Tarsia dall'autostrada A3 Salerno- Reggio Calabria svincolare per Tarsia e proseguire in direzione del centro abitato.Il confine sud del lago si trova a circa un Km dallo stesso svincolo,mentre per chi percorre la statale jonica 106, immettersi all'altezza di Sibari,sulla strada statale Cantinella Tarsia e proseguire in direzione di quest'ultimo centro,giunti in prossimità svoltare sulla destra e percorrere a piedi o con mezzo fuoristrada la strada sterrata, che costeggia il fiume fino alla foce,la stazione ferroviaria più vicina alla riserva è quella di Sibari e di Mongrassano Scalo quest'ultima ormai non più efficiente,mentre l'aeroporto più vicino è quello di Lamezia Terme.
Divieti
Nel territorio della riserva non sono consentite le seguenti attività: ° L'apertura di nuove strade e la realizzazione di costruzioni in genere; ° L'insediamento di attività produttive di qualsiasi carattere e l'ampliamento di quelle esistenti; ° Il mutamento del tipo di colture; ° Gli interventi di bonifica e le manutenzione di qualsiasi tipo di impianto,tranne quelle idrauliche operate dalla regione; ° L'insediamento di campeggi liberi e organizzati; ° L'asportazione e la raccolta di flora spontanea,compresa quella fungina; ° L'introduzione di specie animali e vegetali estranei; ° La caccia e la pesca; ° La circolazione non autorizzata dei veicoli a motore; ° La raccolta di chiocciole; ° L'accensione di fuochi all'aperto; ° L'abbandono di rifiuti; ° Provocare suoni rumori,schiamazzi,esplosioni l'accensione di luci ecc; ° La navigazione con qualsiasi tipo di natante; ° L'apertura di cave e miniere; ° Il pascolo; ° L'introduzione di cani d'armi,esplosivi o qualsiasi strumento di cattura di animali; ° La caccia fotografica col capanno. Pericoli Maggiori Il pericolo più grave ed immediato è la caccia sfrenata,persistono tuttora minacce di alterazione ambientali rappresentati sopratutto da insediamenti atropici,dai prelievi di inerti,di ghiaia e di materiale fluviale in genere.Pericolo gravissimo per l'ecosistema delicatissimo della foce del fiume Crati è l'insediamento di acque reflue provenienti dalle piccole industrie circostanti.

Poco importa per chi ama la natura ma non ha le forze materiali per salvaguardarla,quello che conta oltre tutto,è che,chi vive in stretto contatto con essa può già immedesimarsi di essere nel futuro paradiso,e come lo spirito anche la natura va curata per evitare che vada a finire tra le fiamme. Elio e Benito.
Impatto ambientale della costruzione della diga
Nel mese di Giugno-Luglio alcuni pesci di mare come il CEFALO rimontano il fiume fino ad arrivare alle acque del lago dove si riproducono.La costruzione della diga ha posto sul loro percorso gravi ostacoli che possono essere sormontati mediante l'apertura della diga stessa.Purtroppo proprio nel periodo della risalita al lago,la diga viene chiusa e quindi i pesci rimangono nel fiume. Oltre a ciò anche gli scoli che escono dalle fabbriche circostanti inquinano le acque del fiume e pertanto gli animali a cui è indispensabile l'acqua pura non possono più viverci.Tutto ciò vale anche per le anguille,i cui individui giovani una volta lasciavano il mare per andare a popolare il lago,pertanto la costruzione della diga ha modificato gli equilibri naturali con gli svantaggi su detti. Ma non bisogna trascurare i svantaggi che sono scaturiti dalla sua costruzione.Infatti vediamo che numerosi uccelli acquatici che tempo fa trascorrevano i mesi invernali più a sud oggi svernano nella riserva naturale di Tarsia.La costruzione della diga ha anche apportato vantaggi per l'uomo stesso,in quanto ha posto termine alle inondazioni primaverili dovute allo scioglimento delle nevi. L'uomo ha potuto cosi' insediare nei pressi del lago varie colture sia erbacee che arboree,che col passare degli anni sono andate sempre più espandendosi.Infatti è grazie alla diga e al suo ottimo funzionamento che si sono potuti raccogliere e conservare milioni di metri cubi d'acqua,per poi utilizzarli quando servono alle colture circostanti.La zona come in precedenza detto offre un clima mite e un terreno di natura medio impasto,che con la sua struttura fisica e chimica favorisce la coltivazione di varie piante,quali alcuni ortaggi molto richiesti dalle industrie di trasformazione circostanti:pomodori,peperoni,melanzane e zucche da zucchini.