PERSONAGGI ILLUSTRI DI TARSIA
FRANCESCO VIVACQUA
(1783-1851)

Nacque da Ferdinando e Maria Zaccano Studente, primeggiò per la straordinaria e fervida intelligenza. Ancora universitario godeva fama di letterato, filosofo, matematico, e, cosa difficile in quei tempi, di chimico. Laureatosi in Legge a Napoli, esercitò 1 ávvocatura per un breve periodo nel foro di Cosenza, dove nonfu secondo a nessuno. Abbracciò subito la carriera di magistrato e divenne presto Giudice della Gran Corte Criminale di Palermo. Successivamente venne anche eletto Segretario della Corte di Cassazione di Napoli, e infine, Procuratore Generale della Gran Corte Criminale delle Calabrie a Catanzaro. Nel 1820 venne eletto deputato al Parlamento di Napoli. Convinto sostenitore della dottrina liberalista, restò vittima della reazione borbonica del 1821, che lo destituì insieme ai migliori parlamentari, da tutte le sue funzioni pubbliche. Costretto all'esilio, il nostro si ritirò infine a Tarsia, dove morì il 10. 06.1851 Francesco Vivacqua fu, altresì, membro dell'Accademia Cosentina e Presidente della Reale Società Economica della Provincia di Cosenza (l'odierna Camera di Commercio). Il Comune di Tarsia ha dedicato la piazza principale della cittadina al suo illustre figlio.