Funghi...

                                                                         

          Una Amanita phalloides Il più pericoloso è certamente la tignosa verdognola, ovolaccio o farinaccio, meglio conosciuta come Amanita phalloides; non meno pericolose, anche se più rare, sono l'Amanita verna e l'Amanita virosa. La phalloides ha determinato il più alto numero di avvelenamenti gravi nel corso dei secoli: sono sufficienti, infatti, dai 20 ai 30 mg di veleno per uccidere un uomo adulto di media corporatura, a causa dei gravi danni riportati dai vari organi, soprattutto dal fegato (contiene una decina di principi tossici, rappresentati principalmente da amanitine e falloidine). I bambini e gli anziani, in particolare, sono i più sensibili alla sua azione nefasta. Purtroppo, i primi sintomi dell'avvelenamento non si manifestano subito; il tempo che normalmente intercorre fra l'ingestione e le prime avvisaglie, è compreso fra le 8 e le 24 ore, ed oltre: possiamo immaginare i danni provocati nell'organismo umano, in tutto questo tempo, dai micidiali veleni! Questo fungo compare dalla primavera all'autunno prevalentemente nei boschi di latifoglie, ma anche nei boschi di conifere, e in quelli misti. Può essere confuso con varie specie commestibili, come i prataioli, i tiricholomi e alcune russule. Il Cortinarius orellanus, piuttosto raro, determina avvelenamenti molto gravi simili a quelli imputati alla phalloides, con l'aggravante che gli effetti si mostrano dai 3 ai 14 giorni dopo l'ingestione.                                          

AMANITA CAESAREA

 

La presenza di cerro d'alto fusto, porta nei nostri boschi la specie più consistenti come Boletus aestivalis e Boletus aereus (porcini bianchi e neri) mentre presso la riserva naturale si può incontrare l'Amanita caesarea (ovulo buono). Si tratta di funghi conosciuti in tutta Europa, raccolti per conoscenza e per tradizione, venduti lungo le strade e nei mercati, per cui, potete cercarli, ma alzatevi presto, anzi prima! Tuttavia la cosa più macroscopica che si incontra presso questi cerri, è un igroforo: Hygrophorus penarius. Bianco in ogni sua parte salvo la base attenuata e ricurva del gambo che ingiallisce, sodo come una patata, profumato, dal gusto dolce e saporito, un tempo usato per conserve, oggi molto rivalutato dalla gastronomia specializzata. È una specie tipicamente mediterranea, legata a grossi esemplari di querce caducifolie e no, produce file e cerchi intorno alla pianta ospite, semisepolti dalle foglie cadute. Altra grossa specie delle querce è Boletus fechtneri o boleto pruinoso; ottimo commestibile cotto si riconosce dal cappello glassato e da una zona rossa, in verità non sempre presente, a metà gambo. Il Sottobosco Il bosco, in qualsiasi stagione, è stupendo e ricco di sorprese; è la parte più bassa del bosco; questo è il luogo dove trovano rifugio numerosi animali e dove crescono funghi, bacche e le innumerevoli altre pianticelle che formano il sottobosco. Lo stesso si può dire per la vegetazione che varia, all'interno dello stesso bosco, a seconda dell'umidità, della pendenza e dell'esposizione del terreno. Le piante più comuni del sottobosco sono: muschi, mirtilli (nei boschi di conifere), fragole, primule, violette e ciclamini oltre a tantissimi funghi multicolori dalle forme più fantasti cheche si possono osservare un po' ovunque. Queste piante per mantenersi in vita hanno bisogno di condizioni particolari; infatti hanno bisogno di molta umidità, di posti abbastanza ombreggiati e di poca esposizione ai raggi ultravioletti del sole (i famosi UVA). In mancanza di queste condizioni si rischia la morte di un gran numero di queste piantine. Il sottobosco, oltre ad essere abitato da queste innumerevoli piante è il rifugio di molti insetti. Questi possono essere parassiti delle piante come la processionaria, animaletto dannoso soppratutto per l'abete che spesso distrugge. Ma vi possono esere anche insetti utili tipo la coccinella L’AMANITA MUSCARIA Amanita phalloides Il suo nome comune è     Ovolo malefico. Da giovane il cappello è conico e completamente avvolto dall’involucro bianco e verrucoso, più tardi è convesso ed infine piano con leggerissime scanalature al margine; di colore rosso arancio, quasi completamente ricoperto di verruche biancastre. Le lamelle sono bianche e fitte. Il gambo è bianco, cilindrico con un largo anello pendulo. L’habitat di questo fungo è nei boschi di conifere, si trova in gruppi numerosi e sparsi. E’ una specie tossica poiché contiene nella cuticola del cappello una sostanza allucinogena che può provocare gravi disturbi e in alcuni casi la morte.

Il decalogo del buon fungaiolo Dieci regole per trovare i funghi migliori in sicurezza: , - 1) Nelle prime esplorazioni micologiche fatevi guidare da persone esperte che sappiano orientarvi e darvi sicurezza 2) Non vi avventurate in escursioni quando al tramonto del so- le: la notte è fredda e buia in montagna 3) Rispettate la natura, evitate la raccolta indiscriminata dei funghi, non rovinate la fauna e non disturbate gli animali 4) Raccogliete solo funghi freschi e ben sviluppati, in cui siano evidenti tutti i caratteri morfologici. 5) Scalzate i funghi dal terreno con una leggera torsione, senza strapparli o tagliarli alla base del gambo 6) Effettuata sul posto una prima sommaria pulizia dei funghi 7) Non trasportare i funghi rac- colti in contenitori di plastica: usate cestini di vimini 8) Non raccogliere funghi in luoghi inquinati 9) Fate controllate sempre i funghi raccolti da persone qualifica- te 10) Evitate in *ogni caso di consumare funghi sconosciuti: i funghi velenosi possono causare disturbi gravi e provocare la morte

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