Funghi commestibili..

I primi della classe! Alcuni esemplari di porcini I porcini sono tra i funghi più ricercati o meglio conosciuti, insieme a qualche altra specie di cui parleremo più avanti, ma non bisogna pensare che siano di facile riconoscimento. Anzi, certe volte, dato che si presentano con forme e colori variabili, lasciano perplessi perfino gli stessi esperti. Anche il profumo inconfondibile che li contraddistingue, può mancare completamente. Crescono sotto castagni, querce, faggi, abeti. In generale, nei boschi di latifoglie e conifere. Esistono 4 specie conosciute con questo nome: - Boletus edulis, e le sue varietà albus e citrinus, il porcino propriamente detto. Ha cappello color biancastro, ocra, marrone ... con superficie più o meno umida - Boletus pinicola o Boletus pinophilus, di notevoli dimensioni, non molto frequente e con il cappello rosso fulvo talvolta leggermente vellutato. Compare fin dalla primavera - Boletus aereus, piuttosto tozzo nel gambo, con il cappello marrone scuro, da cui derivano i nomi di bronzino, moreccio, ceppatello, porcino nero. Tipicamente mediterraneo, predilige i boschi dellíItalia centro-meridionale - Boletus reticulatus, così denominato per le diffuse screpolature che si formano sul cappello, a mo' di reticolo. Eí più raro dei precedenti Caratteristiche dei porcini sono : presenza di reticoli nel gambo, non sempre bene evidenziati, tessuto spugnoso sotto il cappello, bianco giallino negli esemplari giovani, e verde scuro in quelli adulti e vecchi. I tessuti interni sono bianchi, e non cambiano colore anche se esposti alla luce.

Porcini con il passaporto! Un bel esemplare di Boletus edulis Ormai i porcini raccolti nei nostri boschi non sono più sufficienti a soddisfare le richieste del mercato nazionale, perché sembra che gli italiani stiano diventando fra i principali consumatori di questo tipo di funghi; quindi notevoli quantitativi vengono importati da diversi paesi stranieri, come Yugoslavia, Romania, Bulgaria, Nord-Africa, Sud-Africa...

 

 

I parenti dei porcini Un gruppo di pinaroli Cominciamo dai migliori, che sono: il Boletus appendiculatus, il fungo reale (Boletus regius) , il Boletus impolitus; seguono: il Boletus badius, il leccino (Boletus lepidus o Leccinum lepidum), il Boletus castaneus, il Boletus cyanescens.. (questi funghi sono poco noti alla maggior parte dei cercatori). Più popolari sono i pinaroli (Boletus luteus o Suillus luteus, Boletus granulatus o Suillus granulatus, Boletus bellinii o Suillus bellinii..) . Prima di cucinarli è consigliabile eliminare negli esemplari adulti il gambo perchè legnoso, ed asportare la cuticola del cappello, perchè indigesta. Di qualità inferiore sono i porcinelli dal cappello grigio, arancione, rosso mattone ... con gambo robusto e legnoso, ricoperto da squame o punteggiature scure (Boletus scaber o Leccinum scabrum, Boletus rufus o Leccinum aurantiacum...). Cotti tendono a diventare scuri.

I lattari commestibili secernono lattice color carota o rosso incarnato. Se invece è bianco, giallo paglierino, grigiastro o violetto, significa che siamo in presenza di specie tossiche che provocano disturbi all'apparato digerente, a causa di principi acro-resinoidi in esse contenuti.I migliori sono: il Lactarius sanguifluus, il Lactarius deliciosus, il Lactarius   semisanguifluus...

Spuntano sui tronchi degli alberi Le famigliole buone o chiodini (Armillariella mellea) Le famigliole buone o chiodini (Armillariella mellea) , nel tardo autunno si scorgono a folti mazzi sui tronchi dei gelsi, delle querce, dei castagni, dei faggi, ecc. Simili sono le famigliole gialle ( Pholiota mutabilis) . Appartengono ai funghi parassiti che mettono in serio pericolo la sopravvivenza delle piante ospiti. La loro caratteristica è di presentarsi con colori variabili, ma attenzione a non confonderli con i falsi chiodini o famigliole malefiche che hanno bei colori vistosi. Sono inoltre commestibili: la lingua di bue (Fistulina hepatica) , di color rosso fegato, che contiene elevate percentuali di vitamina C, i pioppini o piopparelli (Pholiota aegerita) , che nascono numerosi sui pioppi dalla primavera allíautunno; si possono anche coltivare. I geloni o orecchiette (Pleurotus ostreatus) , si trovano dal tardo autunno allíinverno, e rivestono una discreta importanza economica anche come funghi coltivati. Esistono anche specie voluminose, come il grifone (Poliporus frondosus) e il Poliporus giganteus, commestibili da giovani.

Chiodini

Nascono numerosi nei prati Un gruppo di prataioli I prataioli sono molto diffusi, e nascono dalla primavera all'autunno. Il cappello è chiaro con tonalità che variano dal bianco allíocra, dal bruno al giallastro ... Le lamelle, dapprima rosa pallido, divengono sempre più marroni mano a mano che i funghi crescono. La specie più comune è il prataiolo propriamente detto o minore (psalliota campestris) . Il prataiolo maggiore (Psalliota arvensis) , se toccato con le dita, si macchia subito di giallo, ed emana un forte odore di anice. Questíultima caratteristica lo differenzia dal prataiolo tossico (Psalliota xanthoderma) e suoi simili, che si colorano di giallo soprattutto in fondo al gambo, ed emanano uno sgradevole odore di acido fenico o di china, avvertibili anche a distanza. I prataioli coltivati (Psalliota hortensis o bispora) , detti anche champignon, alla francese, occupano il primo posto nella funghicoltura italiana.

 

Queste si che sono alte Due esemplari di mazza di tamburo uno aperto e l’altro ancora chiuso Di notevoli dimensioni, con cappello rotondeggiante provvisto di umbone e frammentato in numerose scaglie, le mazze di tamburo o bubbole (Lepiota procera) sono tra i funghi maggiormente apprezzati sotto l'aspetto gastronomico. Si riconoscono subito per il loro gambo eretto leggermente ingrossato alla base, e dall'anello bene evidenziato. Alcune specie piccole del genere Lepiota sono tossiche: Lepiota helveola, Lepiota cristata ... ma, a causa delle ridotte dimensioni, è assai difficile scambiarle con le mazze di tamburo.

 

 

Attenti alle confusioni!! Un esemplare di Boletus satanas Da non scambiare con i porcini sono i boleti dal sapore amaro (Boletus albidus o Boletus radicans, Boletus pachipus o Boletus calopus, Boletus felleus o Tylopilus felleus..) , ed è bene diffidare di quelli che mostrano esternamente una diffusa colorazione rossa; fra questi ultimi se ne trovano alcuni sospetti, di cui il più tossico, anche se non mortale, è il porcino malefico ( Boletus satanas).

 

 

 

 

Non sembrano funghi, eppure lo sono Alcuni esemplari di vesce Parliamo delle vesce (Lycoperdon caelatum, Lycoperdon perlatum, Lycoperdon piriforme ...) . Crescono isolate o in gruppi nei prati e nei boschi, hanno forme piccole rotondeggianti, ed alcune specie possono raggiungere grandi dimensioni. Si conservano per poco tempo; infatti la gleba, cioè la parte interna delle vesce, tende a perdere gradualmente il suo colore bianco gesso, fino ad assumere quello giallo verdognolo che è indice di marcescenza.

 

 

 

Assomigliano alla cresta di un gallo!! Due galletti o finferli o scientificamente Cantharellus cibarius Si chiamano anche galletti, gallinacci, finferli (Cantharellus cibarius) . Sono ottimi funghi, che qualche cercatore scambia con gli steccherini dorati o dentini (Hydnum repandum) , certamente di qualità inferiore. Dello stesso genere fanno parte i cantarelli gialli (Cantharellus lutescens) che nascono fitti fitti nei boschi nell'autunno, e le brutte, ma buone trombette dei morti (Craterellus cornucopioides) . Nonostante la denominazione e il colore scuro non molto invitante dei loro tessuti, si prestano ad essere ridotte allo stato di polvere per farne un condimento apprezzato per insaporire certi cibi.

 

Galateo..

Un po’ di galateo non guasta - Non avventurarsi da soli nei boschi che non si conoscono: c’è pericolo di perdersi - Non andare a cercar funghi subito dopo la pioggia, per non scivolare e farsi male - Indossare indumenti, e calzare scarponi o stivali adatti per il bosco - Assicurarsi che non esistano divieti o limitazioni alla ricerca dei funghi nelle località che intendiamo frequentare - Non raccogliere funghi lungo i viali o nei giardini pubblici delle nostre città, perché contengono metalli tossici dovuti all’inquinamento ambientale, e residui di fitofarmaci impiegati nei trattamenti antiparassitari - Raccogliere i funghi mediante una leggera torsione e trazione del gambo, cercando di non danneggiare lo strato erboso. Cogliere esemplari possibilmente integri, allo scopo di rendere più facile la loro determinazione - Portare con sé un coltello, per togliere terriccio e foglie dai funghi; lasciare cadere questi frammenti, perchè possono contenere spore e pezzetti di micelio che il terreno è ben lieto di accogliere - Limitarsi a prendere gli esemplari adulti: lasciare sul posto quelli troppo piccoli o vecchi, che presentando caratteri botanici incompleti od alterati si prestano ad errori di classificazione - Non calpestare o danneggiare piccoli animali ed insetti, piante e funghi che non si conoscono - Non trasformare i prati in parcheggi per auto, danneggiando la vegetazione - Non accendere fuochi, né gettare fiammiferi accesi o mozziconi di sigaretta per non provocare incendi: negli ultimi anni il patrimonio forestale ha subito ingenti perdite a causa di queste incivili abitudini - Non abbandonare carte, bottiglie e lattine vuote: il bosco è un complesso ecosistema regolato da delicatissimi equilibri naturali che vanno attentamente salvaguardati - Non disporre i funghi nei soliti sacchetti di plastica, ma in panieri o cestini traforati di materiale rigido, per favorirne una migliore conservazione - Non mettere nel medesimo contenitore funghi commestibili e funghi velenosi, perché si potrebbero verificare pericolose contaminazioni dovute alla disseminazione delle spore; tenere separati i funghi di grosse dimensioni da quelli piccoli e fragili, per evitare ammaccature e spezzettamenti - Non dimenticare la cassetta del pronto soccorso, perché il bosco nasconde molte insidie: ricordarsi che le vipere sono sempre in agguato. Farsi vaccinare contro il tetano, perché è facile scivolare, bucarsi e procurarsi delle ferite, quando si passa fra i cespugli - Tenere d’occhio i bambini perché hanno l’abitudine di toccare qualsiasi tipo di pianta, compresi i funghi velenosi, e di mettersi le dita in bocca - In caso di dubbio sulla commestibilità dei funghi, chiedere consiglio a chi se ne intende, o più semplicemente gettarli nel cassonetto della spazzatura, in modo tale che nessuno se ne impossessi. E’ pericoloso azzardare diagnosi da soli, quando si è alle prime armi, né bisogna fidarsi troppo di certi presunti intenditori sempre pronti a dispensare consigli: non s’impara a riconoscere i funghi dall’oggi al domani, ma per ottenere i primi incoraggianti risultati occorrono tempo e pazienza - Impariamo ad osservare, ammirare e amare i funghi, come qualsiasi altro elemento della natura: camminare per i boschi è piacevole, rilassa e ritempra lo spirito!

Funghi velenosi

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