La croce non si tocca!
 

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Dopo 2000 anni, Cristo ritorna davanti alla giustizia degli uomini!

"Il crocifisso è il simbolo eloquente della civiltà dell'amore".(  Papa Giovanni Paolo 2°)

"Non è solo il segno distintivo di un credo religioso, ma il simbolo di valori che stanno alla base della nostra identità italiana". (Carlo Azeglio Ciampi, Presidente della repubblica italiana)

E Gesù Cristo, il dio che si è fatto uomo ed è sceso sulla terra, vince la sua ennesima battaglia, Quell'uomo sofferente e piegato, con la sua corona di spine e le sue carni sanguinanti, non è mai morto. E riappare in ogni istante della nostra vita contemporanea. E’ lui che ci bussa al vetro dell'automobile, quando siamo nervosi e insofferenti. E’ lui che tenta di sbarcare sulle nostre coste, piagato dal sale e dal freddo. E’ lui che ci chiede un pò di dignità nelle prigioni di guerra, nascoste nelle isole di tutto il mondo.

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(Le immagini sono state prelevate da:"lodionline")

E’ lui che si rifiuta di essere sfrattato dalla polizia, è sempre lui a proteggere la sua famiglia dal freddo e dalle violenze, nelle stazioni e sotto le metropolitane, nelle roulotte e ovunque ci si possa rifugiare d'inverno Certo, forse si è trovato un po' in imbarazzo sugli ombelichi delle rockstar, su certe gole di pornodive, appeso a catenine che alludevano al mercato più che alla divinità. Ma lui le maddalene moderne deve conoscerle meglio di altri. Ovunque c'è un pezzo di vita, di sentimento, di sofferenza... quell'uomo in croce ritorna. Un simbolo scomodo per tutti. Per noi cristiani, il ricordo di un dovere che spesso non riusciamo a onorare.

Riassunto dei fatti. Una sentenza ordina che dalle aule scolastiche di Ofena, L’Aquila, venga rimosso il crocifisso, perché disturba il presidente dei Musulmani d'Italia.

Dobbiamo far finta che non sia successo niente?

Ma che fastidio dà quell'Uomo inchiodato sulla Croce? Predicava il principio della carità, la speranza in una vita migliore, diceva che gli ultimi saranno i primi.

Moltiplicava i pani e i pesci, ma non gli venne mai l'idea di aprire un fast-food e alle nozze di Cana trasformò, nei vasi che erano vuoti, l'acqua in vino ma non era un sofisticatore. Ebbe pietà della peccatrice Maddalena e rivolto alla folla disse: «Chi è senza peccato scagli la prima pietra». E anche: «II tuo prossimo è lo sconosciuto che è in te». E non condannava senza remissione il ladro, ma l'ipocrita. Amava il melograno, il calice di vino i fiori del mandorlo, i gigli bianchi del Libano che fioriscono sulle rive del lago di Galilea.

E ammoniva di purificarsi con le proprie lacrime. E aveva pietà del suo prossimo, specialmente quando era segnato dalle pene: «Solo l'albero che porta frutto viene percosso e colpito con pietre». E anche per i peccatori aveva compassione: «Nessun crimine», predicava, «è commesso da un solo uomo e da una sola donna. Tutti i crimini vengono commessi da tutti». E la condizione umana induceva Paolo di Tarso alla tolleranza e alla comprensione. «Questa notte le volpi avranno le loro tane e gli uccelli dell'aria i loro nidi, ma il Figlio dell'Uomo non sa dove posare il capo».

E non si perdeva la speranza: «II vento sparge il seme e attende il frutto».

E ancora l'amore per l'altro: «Sul far della sera un pastore contava le sue pecore e si accorse che ne mancava una Andò alla ricerca di quella smarrita».

Non è difficile immaginare l'infanzia del figlio del carpentiere, quel bimbo così diverso dagli altri. Si racconta che Giuseppe faceva mobili di cedro, aratri, forche da fieno e leggii per le sinagoghe e sotto ai portici dei templi esercitavano i cambiavalute e i venditori di colombe sacrificali. i vecchi raccontavano ai giovani le loro esperienze, le fatiche quotidiane, le feste, le cacce.

E così i giovani imparavano che l'aquila non fa il nido tra i salici e il leone non cerca una tana tra le felci, dove volpi, sciacalli e locuste trovano invece il loro mondo.

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