La storia


La Storia... Agli inizi
del '500 la Calabria come tutta l'ltalia Meridionale cade sotto gli spagnoli
(1505-1707). I due secoli della dominazione spagnola e specialmente l'ultimo
sono i piu` neriu e peggiori della storia calabrese. Le fulgide conquiste
cinquecentesche cadono ben presto nell'oblio dell'ignoranza, della superbia,
dell'arroganza: allo sfacelo economico si aggiunge quello culturale e
spirituale. Solo pochi uomini di alto sentire e cultura emergono e sono tanto
piu` grandi quanto maggiore e` lo squallore che li circonda. Uno dei poeti piu`
significativi della lirica volgare cinquecentesca in Calabria e` Galeazzo da
Tarsia barone di Belmonte (1520-1553). Si inserisce nella folta schiera dei
petrarchisti meritando l'onore di essere il piu` originale. Nel frattempo
l'Accademia Cosentina, continua la sua gloriosa missione radunando intorno a se`
eruditi, poeti, scrittori, filologi, ecc.. Tra i suoi proseliti troviamo
Sertorio Quattromani (Cosenza 1541-1607), la pur celebre nipote Lucrezia della
Valle (morta nel 1602), Francesco Franchini e Giano Teseo Casopero. Un interesse
per il sapere filosofico-scientifico entra nellAccademia, vivificandola tutta
per merito di Luigi Giglio o Lilio, che ideo` la riforma del calendario attuata
da Papa Gregorio XIII, interesse che diventera` predominante e anzi sara`
l'aspetto peculiare di essa per merito di Bernardino Telesio (Cosenza 1509-1588)
che fin da piccolo si rivolse alia ricerca filosofica e agli studi matematici,
portando in filosofia un soffio vivificatore di rinnovamento. Benefici influssi
ne riceve l'Accademia Cosentina che divenne: <