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Domenica Bertè in arte MIA MARTINI, per gli amici
Mimì, resterà per sempre nei cuori di tutti per la sua semplicità e
spontaneità ma soprattutto per la sua voglia di vivere, voglia d’amare,
voglia di essere amata; voglie purtroppo diventate illusioni. Basta
ascoltare i versi delle sue canzoni .Nata a Bagnara Calabra, (Reggio
Calabria) il 20 settembre 1947. Cantante e autrice con il suo vero nome -
Domenica Bertè - incide il suo primo 45 giri - I miei baci non puoi
scordare - a soli quindici anni.

 (clicca
sull'immagine per ingrandirla)
Caro Aurelio ,
voglio inviarti due foto di mimì,queste
foto le ho scattate nel periodo del tour di Renato Zero "OPERA" ,Mimì
era passata a trovare Renato nel retro palco ,penso fossimo a
Firenze ,io ero lì per lavoro con Renato.
Mi fa piacere se vuoi esporle sul sito
,erano gli ultimi periodi.
Ciao
Maurizio Domolato
L'amico Maurizio, invita tutti i fan di
MIMI' a recitare una semplice preghiera sotto elencata.
Ti saluto e benedico, dolcissimo Gesù, Ti adoro
e Ti ringrazio per l'amore e la bontà con cui Tu, risorgendo ed
ascendendo al Cielo, glorificasti la nostra umanità già vinta
dalla morte, e la collocasti alla destra del Padre. Ora ti prego
perchè Domenica Bertè"MIMI' " possa presto partecipare alla tua
gloria e al tuo trionfo. Amen.
L'eterno riposo dona a lei signore risplenda a
lei la luce perpetua ,AMEN.
Sarà importante per Mimì questa preghiera
,grazie a quanti la reciteranno con il cuore
Maurizio
(IMMAGINI SU
GENTILE CONCESSIONE DI MAURIZIO)
Mimì era una grandissima persona,aveva
un gran cuore ,lei era immensa ,era la mamma di tutti
,dolcissima,sensibile,intelligente,era una fuori classe,troppo
incomprensibile per questa società ,perchè un'anima pura,un cuore
grande come una capanna,incapace nel fare del male ad altri
,incapace nel difendersi ,assorbiva soffrendo gli smacchi che le
facevano,era umile con la consapevolezza della vita,era
affascinante,estroversa e riflessiva ,era razionale ma sapeva
volare,era oltre, Ciao mimì
Maurizio
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Mia Martini ci lascia a Cardano al Campo(VA) Il 12 maggio
1995.
Chi vuole rendere omaggio a questa straordinaria artista e
vuole omaggiarla con una rosa una poesia, oppure semplicemente un caro
saluto! Mimi' riposa nel piccolo cimitero di Cavaria (VA) a pochi passi
dalla stazione ferroviaria. Ciao Mimi'! sarai nel cuore di tutti coloro
che ti hanno amato...Elio.

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| Vorrei ricordare che è assolutamente vietato
prelevare da questo sito le immagini di Mimi' per scopi commerciali o di
lucro! grazie.

Mimi' fotografata con la mamma di Tiziana...
1971, 'nasce' Mia Martini a cura di Menico
Caroli
MusicaItaliana.com La Musica Italiana su
internet..
Il sito di Tiziana: http://space.tin.it/clubnet/qihfer/index.html
"Ma i sogni (non) sono solo sogni", diversamente da
quanto declamava in "Vedrai vedrai" il buon Luigi Tenco, che pure
di Mimi' era stato uno degli artisti piu' amati. E infatti, proprio quando
lei aveva ormai deciso di continuare a cantare per il solo gusto di
piacere a se' stessa (nel '70, ben due erano state le case discografiche
che le avevano cosigliato di "cambiar mestiere"), il magico incontro con
Alberigo Crocetta le cambio' radicalmente la vita, trasformandola in
vedette internazionale. Internazionale come quel nome d'arte (Mia Martini,
appunto) che Crocetta le impose, tuonando: "Non vorrai mica continuare a
farti ridere dietro con quel Mimi' Berte', nome da diva
d'avanspettacolo!". E prosegui' con una risoluzione a suo dire geniale:
"Sarai "Mia", come Mia Farrow, e "Martini", come il nome italiano piu'
conosiuto all'estero. L'importante, per Crocetta, era che nome e cognome
avessero la stessa iniziale: lo aveva preteso per Patty Pravo e, adesso,
lo pretendeva anche per quella stralunata ragazza vestita di pianto, che,
salita sulla pedana del Piper 2000 di Viareggio, lo aveva conquistato con
quel suo canto potente e rabbioso, dolce e vellutato da far invidia alle
Sirene di Ulisse. A quel punto, il contratto con la Rca fu quasi una
formalita', coronato - pochi giorni dopo - dalla registrazione di un
Q-disk (una sorta di mini LP, formato da quattro brani) di covers tratte
dal repertorio dei Beatles e della James Gang. Un colpo al cuore, a
risentirlo oggi. Un lavoro incredibile, per lo meno quanto la decisione
dei discografici di congelare il master, per recuperarlo in tempi "piu'
opportuni". A trent'anni di distanza, il nastro in questione e' ancora lì,
assieme a decine di analoghi inediti chiusi in un archivio a dirci: "Per
voi che avete amato un'artista cosi' grande, la punizione sara' doppia.
Prima l'avete persa e ora ve la neghiamo, per il solo gusto di dire:
"Ragazzi, la maledizione continua!". E intanto lei, che a quel nuovo
nome d'arte iniziava pure ad abituarsi, si aggiudicava a Viareggio il
primo "Festival d'avanguardia e nuove tendenze", con una canzone, Padre
davvero, che, se fece inorridire i bigotti censori di mamma Rai,
conquisto' il favore della critica piu' accreditata, spalancandole le
porte del "Cantagiro". Un attento Lucio Battisti la scritturo' per l'unico
suo speciale televisivo trasmesso dalla Rai negli anni Settanta: fu in
quell'occasione che la cantante ebbe il suo primo contatto con Bruno
Lauzi, raffinato cantautore genovese, destinato a divenire l'autore dei
testi piu' importanti della sua carriera. L'incisione del primo album,
Oltre la collina, avvenne nell'autunno del '71 e, fra i vari
meriti, ebbe anche quello di metterla in contatto con un giovanissimo
Claudio Baglioni, autore di canzoni disperatissime, come Lacrime di
marzo e Testamento, ma anche foriere di speranza come la stessa
title-track, Oltre la collina, e Gesu' e' mio fratello,
titolo scelto come lato di punta del suo secondo 45 giri. Intanto, i
problemi insorti tra Crocetta e Melis, l'anima della Rca di allora,
ruppero come d'incanto l'idilliaco rapporto di collaborazione tra la
cantante e la casa discografica romana. Ma Crocetta esercitava su di lei
un ascendente particolare e separarsi non sarebbe stato possibile.
Cosi' la Martini decise di seguirlo alla Ricordi di Milano, accollandosi
le conseguenze della sua prima causa con la Rca. Causa che si rivelo'
pesante, anche in virtu' dello straordinario successo che Mia conquisto'
nella nuova casa discografica, dove un ambiente artistico stimolante,
unito ai buoni consigli del direttore artistico Gianni Sanjust, prepararo'
le basi del suo periodo discografico piu' felice. Le vittorie si
susseguirono l'una dopo l'altra: Piccolo uomo le fece vincere il
Festivalbar del '72, triplicando il numero dei fans. Donna sola -
piccolo gioiello blues, interpretato con rabbia, dolcezza e dolore - la
proclamo' regina del Festival di Venezia. Nel mondo una cosa, il
suo album piu' bello in assoluto, le assicuro' il "Premio della critica
discografica", tra covers di brani esteri e originali tricolori, come
l'intensa Amanti e la crepuscolare Tu che sei sempre
tu.
Il '73 non fu meno ricco di soddisfazioni.
La nuova vittoria al Festivalbar, con la struggente Minuetto, le
concesse un primato a tutt'oggi insuperato: l'essere stata l'unica
interprete femminile ad aver vinto la rassegna canora estiva per due
edizioni consecutive. Altrettanto fortunato fu l'album Il giorno
dopo, il suo inno alla speranza, infarcito di canzoni stupende e poco
note, come Bolero, Dove il cielo va a finire, Il
guerriero e La malattia, una delle prime canzoni italiane
dedicate al tema della tossicodipendenza. Nella tavernetta di Dario
Baldan Bembo, nella primavera del '74, in un'allegra serata fra amici,
nacque testo e musica della raffinata Inno, brano di punta del suo
nuovo 45 giri, nonche' incipit dell'album E' proprio come vivere,
registrato a Milano con gli Expo 80. Furono anche anni intensissimi dal
punto di vista delle incisioni in lingua straniera: Nel mondo una
cosa venne tradotto quasi integralmente in spagnolo assieme al piu'
recente Minuetto, che Mia aveva gia' lanciato in Francia, grazie a
una meravigliosa traduzione, intitolata Tu t'en vas quand tu veux.
Fu in quell'occasione che la stampa francese la saluto' come "la nuova
Edith Piaf venuta dal Paese del sole", mentre la stampa italiana, avvezza
al pettegolezzo piu' bieco, al massimo le dedicava le copertine dei
rotocalchi scandalistici come "la rivale di Orietta Berti". Molte di piu'
furono invece le canzoni registrate in lingua estera, destinate a rimanere
inedite: Femme seule (in francese), You are so sweet,
Jesus my dear brother (in inglese), Auf der Welt (in tedesco),
per citare solo i titoli piu' belli.
Nel '75, la
vittoria al referendum di Tv Sorrisi e canzoni "Vota la voce" - anche in
virtu' della partecipazione allo spettacolo televisivo "Compagnia stabile
della canzone" - la confermo' nel ruolo di "cantante piu' popolare
dell'anno", assieme a Claudio Baglioni. Invece, il "Premio della critica
internazionale" di Palma de Majorca, conferitole per il brano
Nevicate, volle omaggiare la "qualità" (proprio questa era la
motivazione che appariva sulla targa del premio) del suo album piu'
recente: quel "Sensi e controsensi", lanciato nel gennaio del '75
dalla suggestiva Al mondo, e giudicato dalla stessa Mia come
"l'album piu' bello e raffinato, almeno dal punto di vista della resa
sonora".
La rottura con la Ricordi risale
all'autunno del '75 e fu la conseguenza della poco felice
commercializzazione dell'album Un altro giorno con me. Pochissime
canzoni, fra quelle veramente amate dalla cantante, finirono in quel
lavoro, tra cui Questi miei pensieri, ispirata a "La luna e i
falo'" di Cesare Pavese, e Veni sonne di la muntagnella, una
dolcissima ninna nanna di Bagnara calabra, suo paese d'origine.
L'inserimento di tutte le altre erano invece il frutto dell'assurda
filosofia sostenuta dai suoi discografici di allora, i quali le imposero
di incidere solo canzoni prodotte dalle edizioni musicali interne alla
Ricordi. Finirono cosi' in archivio brani stupendi, come Eppure stiamo
insieme e Aiutami, mentre autentici capolavori del kitch le
venivano imposti dall'alto per la promozione discografica: prima fra tutte
un'orrenda versione italiana di un brano inglese, Dancing on a saturday
night, che pure recava la firma di Albertelli, che fino ad allora
aveva scritto per lei alcuni dei testi piu' intensi del suo repertorio.
Lei, testarda e coerente come nessuno, resse il gioco per poco tempo,
decidendo - infine - di interrompere la collaborazione con la casa
discografica milanese.
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