|
Arrivano dalla Russia le foto dell’anima
Chi
ci crede?
E' stata fotografata l'anima: lo annuncia un
dispaccio di agenzia da Mosca Autore dell'impresa sarebbe uno
scienziato (scienziato?) russo di San Pietroburgo, Konstantin Korotkov.
Il quale afferma di aver fissato su lastra,
attraverso un procedimento ancora da precisare,le oscillazioni
fosforescenti di un campo elettromagnetico intorno al corpo di un
morto. Tali oscillazioni, prima di svanire, sarebbero rilevabili per
un breve periodo di tempo, da poche ore a due giorni, e ciò
dipenderebbe dal tipo di trapasso se violento, inatteso, oppure no.
Tanto basta al nostro scienziato per concludere
che si tratta dell'anima. Magari non l'anima com'è concepita dal
cristianesimo, bensì l'anima come aura, o come energia irradiante di
cui parlano altre religioni tradizionali. Indubbiamente l'anima e'
un concetto profondo e dai molti significati. La si può definire in
molti modi, e secondo le più diverse prospettive, cioè non soltanto
sul piano religioso, ma anche filosofico, antropologico, etnologico.
Del resto, come dar torto a Eraclito, quando sosteneva che «per quanto
tu percorra l'anima, mai ne troverai i confini»? Temo però una sola
cosa non si possa dire dell'anima: ossia che si è lasciata catturare
da un' istantanea fotografica.' L'anima fotografata non è l'anima.E
questo per la semplice ragione che l'anima è un'altra cosa.Tanto per
cominciare, è un principio spirituale, non una realtà fisica. L'anima
appartiene a una dimensione simbolica, metafisica, non al mondo dei
fenomeni.Infatti contiene tutte le cifre più inquietanti e più
appassionanti dell'esistenza umana.E' ad essa che facciamo riferimento
quando cerchiamo di dare un senso alla vita. Solo scendendo nelle
profondità dell'anima possiamo incontrare noi stessi.Lì, e non
altrove, il bene e il male diventano oggetto di scelta e ci impegnano
senza scusanti.
Ma quando la scienza vuole capire come funziona
la natura, quali leggi la governano, che cos'è causa e ed effetto,
dell'anima non sa che farsene.E' un principio di spiegazione che la
scienza ignora. Anzi, è un principio di spiegazione che essa esclude
dal proprio ordine di discorso, in quanto incompatibile con la
riduzione della realtà a realtà quantificabile, misurabile.Se la
scienza dice di aver fotografato l'anima, delle due l'una: o non è
scienza, o non è anima.Tanto vale guardare altrove. E tornare a coloro
che nell'anima hanno, visto non già un campo elettromagnetico o
qualcosa del genere, ma semmai un campo in cui fioriscono metafore,
simboli, allegorie, insomma le forme del linguaggio attraverso cui
cerchiamo di strappare qualche frammento di verità al grande mistero
che ci abbraccia. Ben vengano i poeti, gli scrittori e, perché no?, i
visionari, i profeti, i mistici a parlarci dell'anima. Solo fantasie,
illazioni, ipotesi infondate le loro? Non credo.Quanto l'uomo ha
saputo dire di più profondamente rivelativo su di sé e sulla
condizione in cui versa, l'ha tratto fuori dall'anima. E da dove se
no? Anche i filosofi. hanno ancora qualcosa da dire a proposito
dell'anima. Oggi in filosofia l'anima non gode di buona stampa.
Diciamo pure: è merce svalutata. Era la chiave per entrare nel regno
dello spirito. Ora quella porta resta sbarrata. E se, con l'anima,
l'uomo perdesse l'accesso a quanto ha di più prezioso?
Ora qualcuno ci assicura che l'anima c'è.
Lui l'avrebbe perfino fotografata. Accanto a un
cadavere. Ecco, se si voleva una prova che l'anima è morta (e cioè che
dell'anima non si sa più nulla), non si poteva trovarne una migliore.
Anche perché, se non vogliamo rinunciare definitivamente all'anima,
dobbiamo cercarla là dove possiamo sperare di trovarla: non accanto a
un cadavere, ma nel cuore del vivente.
(dal:
“Il messaggero” mercoledì 15 Ottobre 2003) |