Tarsia (Antico borgo normanno)

In collaborazione con: Pro Loco Tarsia 

Sito realizzato e curato da: Aurelio Scarola

(Sottofondo musicale: Rino Gaetano in, "La vecchia salta con l'asta" (album INGRESSO LIBERO)

(Versione Inglese)

 

Informazioni utili. Comune di Tarsia - Provincia di Cosenza: Altitudine 208 m. s.l.m. Abitanti -3000 circa . Distanze chilometriche da: Cosenza Km 42; Catanzaro Km 132; Napoli Km 280; Roma Km 490; Costa Jonica Km 25; Costa Tirrenica Km 35. Numeri Utili: Prefisso teleselettivo 0981; Municipio 952015 - Fax 952693; Polizia Municipale 952015; Carabinieri 953005; Ufficio Postale 952053; Pro Loco Ufficio Informazione IAT 952034; Guardia Medica 952741; Farmacia 952079; Biblioteca Naturalistica Calabrese (Amici della Terra) 952185; Ospedale Civile di San Marco Argentano 0984 510l; Ospedale Civile di Castrovillari la 09814851

 

..Passeggiando tra due valli.. Ideazione,coordinamento testi:Simona Celiberti (E-Mail: sceliberti@tiscali.it   Francesco Sannuto Edito da:Comune e Pro Loco di Tarsia Di origine preistorica, l'attuale Tarsia che si affaccia con i suoi 208 m. s. l. m tra la valle del Crati e la valle dell'Esaro, ha caratteristiche strategiche medievali, tipiche dell'epoca normanna. In epoca medievale, con l'inizio del Feudalesimo, per la buona conformazione territoriale e l'ottima posizione geografica, Tarsia fu elevata a Contea (ve ne erano cinque in tutta la Calabria). Il territorio fu di pertinenza dei San Severino principi di Bisignano, fino al 1606, anno in cui venne acquistato dal Marchese di Cirò, Vespasiano Spinelli, che elevò il paese a Principato. Il Castello Normanno, di cui rimangono pochi resti, fu testimone di importanti eventi storici, come la venuta di Carlo D'Angiò in Calabria. Nell'attuale località "Le Caselle", vi era l'antica Caprasya (che molti studiosi identificano erroneamente con Tarsia) dove sono stati trovati i resti di una stazione romana di rifornimento della Via Consolare Popilia. I rinvenimenti in questa zona hanno portato alla luce anche una statua bronzea di Hèrakles è un grande pythos frammentario ionico-arcaico, decorato a rilievo, del VI secolo A.C. (Museo civico di Crotone). In località Camigliano si trovano i ruderi dell'abbazia benedettina di S. Maria, edificata nel 1065 ad opera di Ruggero il Normanno, su una preesistente villa rustica tardo Romana.I frammenti della storia di Tarsia mi sono stati gentilmente forniti con amorevole passione per il suo paese natio, da Francesco Sannuto, scrupoloso ricercatore delle patrie  memorie. Ancora una volta, come palesemente dimostrato in questo caso, anche un centro, apparentemente piccolo, custodisce testimonianze storiche di elevato interesse culturale e considerevole retaggio storico.Per quanto riguarda il nome, secondo il Barrio, il Fiore ed altri scrittori, Tarsia è l'antica Caprasya, o Caprisia o Caprese Per quanto riguarda il sito, quei tre nomi non hanno nulla a che vedere con l'odierna Tarsia. Lo Scorza, ritiene che quella città si trovasse nell'attuale frazione di Caselle. Suffraga, a parer suo, l'identificazione, il fatto che a Caselle «sono stati trovati i resti di una vera stazione di rifornimento per viaggiatori con ampi recipienti per conservare le derrate alimentari; nè la via Popilia d'altra parte poteva passare da altri luoghi» in verità l'attuale Tarsia che domina a mezzogiorno la lunga valle del Crati e osserva di fronte anche i contrafforti silani, ha caratteristiche strategiche medievali. Maestri nelle scelte di simili posizioni che si affrettavano a fortificare con torri e castelli erano ì normanni, e all'epoca normanna deve risalire Tarsia. Infatti Ferrante Della Marra, duca di Guardia, dice che "antiquissimi et nobilissimi son quelli di Tarsia", ed aggiunge che la famiglia Tarsia l'aveva edificata ai tempi dei normanni.

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Tarsia (CS) Comune della provincia di Cosenza, antico borgo normanno raggruppato su uno sprone che domina la pianura del fiume Crati. Si vuole che fosse l'antica Taurasia o Caprasia chiamata poi con l'attuale nome in omaggio alla famiglia Tarsia che l'aveva infeudata. Altri ritengono che furono gli stessi Tarsia che la fondarono ai tempi normanni. Gli eredi lo tennero fino al 1806. Tarsia è stato un paese dove vissero uomini illustri quali Galeazzo di Tarsia,Marco Aurelio Severino, Francesco Vivacqua. E' stato inoltre costruito a Ferramonti , nell'ultima guerra Nazifascista ,un campo di concentramento. Ambiente paesistico: L'abitato è su uno sprone alla sinistra del fondovalle occupata da un bacino artificiale per l'irrigazione della Piana di Sibari.Patrimonio storico-artistico ed archeologico Chiesa Parrocchiale intitolata a S. Pietro e Paolo.

Marco Aurelio Severino

Tutto su: Marco Aurelio Severino il chirurgo "crudele"

TRADIZIONI RELIGIOSE E CULTURALI. Premio M.A. Severino, Marzo; Settimana Santa, rappresentazione vivente della passione di Cristo; 25 Aprile, manifestazione in ricordo degli internati di Ferramonti;Festa patronale S. Francesco di Paola, ultima domenica di Maggio; Estate a Tarsia, periodo Luglio e Agosto;Festa S.S. Cosma e Damiano, ultima Domenica di Settembre, tradizionale veglia con canti in dialetto;Sagra del fungo di Ferula, Novembre; PRODOTTI TIPICI "Siccatiddri"(fili di zucca salati ed essiccati);Grande uso di peperoni sia d'estate sia d'inverno (essiccati vengono utilizzati in vari piatti); Salumi; crocette e filari di fichi; "Mostarda"(marmellata di uva);mosto cotto e miele di fichi;olio extravergine di oliva e vino "Esaro";dolci squisiti dall'antico sapore:"Cassateddre", "Scaliddri", "Turdiddri" (dolci tipici del periodo natalizio), "Cuddrure" e "Puppiddre" (periodo pasquale).

Ma Tarsia era già nota sin dal 1460, quando, appoggiato al bastone, un santo, dopo due anni di lavoro materiale e spirituale, lasciò Corigliano, attraversò gli aranceti, percorse un tratto della Valle del Crati e ad un chilometro da Tarsia, si rifugiò in un pagliaio a passare la notte: era S. Francesco da Paola. La popolazione del paese, memore e grata, non dimenticò quel luogo, non dimenticò il Santo. Vi costruì la chiesetta che nella festa di S. Francesco è meta della processione che, dopo la funzione  con la statua del santo, ritorna per le vie del paese. In epoca medievale, con l'inizio del feudalesimo, il paese fu elevato a contea, ve ne erano solo 5 in tutta la Calabria, questo è spiegabile per la buona conformazione territoriale e l'ottima posizione geografica. Ma nel XIII sec. la cittadina venne dimezzata dalla grande catastrofe europea, la peste nera, tanto che nel 1443 .contava circa 670 abitanti. Nel corso del secolo successivo la consistenza demografica migliorò notevolmente, già nel 1532 il paese aveva raggiunto un migliaio di abitanti. Il suo territorio fu di pertinenza dei Sanseverino principi di Bisignano, fino al 1606 anno in cui fu acquistato da Vespasiano Spinelli, marchese di Cirò e Cariati e fu tenuto dai suoi discendenti fino al 1806. La famiglia Spinelli elevò il paese a principato.

Il castello Normanno, ora distrutto, fu testimone di importanti avvenimenti storici come la venuta in Calabria di Carlo D'Angiò e della sua corte. Diversi sono i personaggi illustri a cui Tarsia ha dato i natali; emerge tra tutti la figura di Marco Aurelio Severino (1580-1656) insigne filosofo scienziato e medico di fama europea. Non meno celebri sono: Francesco Vivacqua (1790-1851) deputato al parlamento di Napoli nel 1821 e Luigi Focaracci (1812-1871), poeta giurista, presidente dell'Accademia Cosentina, scrisse numerose opere giuridiche e creò l'odierna Biblioteca Civica di Cosenza.
Come si raggiunge Tarsia. In auto: Autostrada A3 SA-RC Uscita Tarsia, Km 5; In treno: Scalo FF. SS. Tarsia (treni locali Cosenza-Sibari); In aereo: Lamezia Terme, Km 90; In autobus: Autolinee private assicurano corse giornaliere da/per tutta Italia. Autolinee servizio pubblico da/per Cosenza e provincia.

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Il Santo patrono di Tarsia

Servizi ed altre risorse complementari

 Nell'ultima domenica di maggio si festeggia il Santo Patrono: S. Francesco di Paola.

 

 

Personaggi illustri Marco A. Severino Chirurgo e Docente Università di Napoli, scrisse trattati di Filosofia e Scienza nonché delle satire. (1580 - 1656); Francesco Vivacqua, Magistrato, Procuratore Generale della Gran Corte Criminale delle Calabrie, Deputato al Parlamento di Napoli nel 1820. (1783 - 1851); Luigi Focaracci, Illustre poeta e giurista, Presidente dell’Accademia Cosentina, creò l’odierna biblioteca civica di Cosenza. (1812 - 1871). Beni artistici Il Castello Normanno: ora distrutto testimone d’importanti avvenimenti storici come la venuta in Calabria di Carlo D’Angiò e della sua corte (5 febbraio 1271 e 26 giugno 1282).
Abbazia S.Maria di Camigliano
 
 Porta di Santo Stefano
Palazzo Severino (Casa natale di Marco Aurelio Severino)
 Firma il guestbook

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un..pò di storia..

 

L'abitato di Tarsia (AB. 3.000) è posto Geograficamente in posizione collinare ad un'altezza di 208 m sul livello del mare. La località dista 42 km da Cosenza, capoluogo di provincia e 135 dal capoluogo regionale; le principali vie di comunicazioni che attraversano il suo territorio sono: la strada statale n'19, antico tracciato fatto costruire  da Gioacchino Murat durante la dominazione Napoleonica, che collega la città di Salerno con quella di Reggio Calabria. Lo stesso collegamento è garantito dall'autostrada A3 grazie alla quale il territorio del paese può contare su due svincoli, quello di Tarsia e quello di Sibari-Spezzano Terme. Il territorio è solcato da due importanti fiumi. l'Esaro (fiume sacro dell'antica Sibari) ed il Crati, il più lungo fiume della Calabria. L'attività economica degli abitanti di Tarsia è prevalentemente incentrata sull'agricoltura e l'artigianato. L'agricoltura è caratterizzata dalla coltivazione di cereali, pomodori, agrumi, uva, olive. Rinomata è la produzione di olio extravergine di oliva e di vino, celebre è il vino Esaro prodotto dalla locale cantina sociale.

(A lato ritratto di Gioacchino Murat Re di Napoli)

 

 

Età Ellenica Nel corso del V secolo a.C. si affermò la civiltà greca in Italia. Il traffico commerciale tra lo jonio e il Tirreno sfruttava anche la via fluviale, cioè il corso del Crati. I Sibaritidi si servirono di questa via e stabilirono contatti con la popolazione dell'entroterra. Si ha notizia di occasionali ritrovamenti che testimonierebbero la presenza greca a Tarsia e nel suo territorio. Altro documento che dimostra l'importanza avuta da Tarsia nella vita di Sibari, città greca, è l'effigie del sigillo comunale antico di Tarsia. Riporta infatti il cavallo di Sibari con la scritta: "Is Tarsia" 3000 a.C. Nel territorio di Tarsia, presso Mazzolino, sono stati rinvenuti un'ascia di pietra levigata risalente al 3000 a.C., frammenti dì ossidiana, resti di ceramiche e terracotte. L'uomo primitivo scelse, senza dubbio, come dimora fissa lo sperone su cui sorge Tarsia. Le grotte numerose dovevano rappresentare un sicuro rifugio. La sua presenza risalirebbe al Paleolitico. 1 ritrovamenti confermano la continuità degli insediamenti dell'uomo preistorico lungo la fascia di Mazzolino-Caselle. Un'antica leggenda colloca le prime abitazioni di fronte all' attuale cimitero, più in alto del fondovalle del Crati e lungo la sponda sinistra. 212 a.C. Sicuramente una tribù di pastori Ausoni-Tauriani si fermò sullo sperone di Tarsia e costituì il primo insediamento stabile. Provenienti dall'Asia Minore si diressero in varie località dell'Italia Meridionale secondo quanto riportano gli autori classici. Livio ricorda che contingenti di soldati Tauriani furono alleati dei cosentini contro Roma nel 212 a.C. L'affinità filologica fa collegare quei soldati alla gente di Tarsia e della vicina Torano. Età Romana 132 a.C. Caprasia-Stazione della via Popilia Nel 132 a.C. fu costruito il tratto Capua-Reggio di 161 miglia, via Popilia, dal console Publio Popilio. Aveva stazioni di rifornimento Ogni 20 miglia circa, in zone prevalentemente pianeggianti. Il sito di Caprasia doveva trovarsi, secondo gli antichi itinerari romani, lontano da Cosenza 41,29 km da Morano, quindi lungo la fascia Mazzolino-Caselle-Cona «Sono stati trovati i resti di una vera stazione di rifornimento per viaggiatori con ampi recipienti per conservare le,derrate alimentari, né la via Popilia poteva passare per altri luoghi». (Scorza) 1° settembre 1860 Garibaldi viaggiava in carrozza per più ore costeggiò la valle del Crati, che era allora una boscaglia fitta, paludosa, malsana, desolata di giorno, covo di lupi e di briganti di notte. Dopo circa sette ore di cammino, giunse al cimitero di Tarsia, scese ed infilò la rapida scorciatoia della Torretta. Presso il paese incontrò una donna che si fermò inebetita, poi ripresasi dallo stupore, salutò con un "evviva". Garibaldi sorridente le chiese: "Chi viva" ed ella: «Garlumbardu». Il condottiero ancora sorridente commentava: "Siamo in un paese di amici" Garibaldi entrò in Tarsia dalla parte del palazzo Rossi e si diresse al municipio, mentre il trombettiere dando mano alla tromba, chiamava a raccolta la popolazione. Era sindaco di Tarsia Luigi Santoro, che fu subito attratto dal fascino di Garibaldi, al punto che gli fece tenere a battesimo la sua neonata, cui l'eroe pose nome Anita. Da allora Tarsia è piena di vecchie e fanciulle che portano questo nome.

 

Corso Umberto Nel centro abitato, durante i lavori per la rete fognante, si rinvennero numerose tombe a fossa con corredo ceramico Contrada Mazzolino Il sito fu sicuramente occupato per lungo tempo come dimostrano gli occasionali ritrovamenti di un'ascia di pietra del Neolitico; due elmi di bronzo e frammenti di Skiphoi a vernice nera del IV-III sec. a.C.; mattoni ed anfore di età romana; strutture murarie con pavimenti in opus spicatum, grossi Pithoi, rocchi di colonne in pietra, tubature in piombo di tarda epoca imperiale. Località Mandoleto Da questo sito si ha la notizia del ritrovamento, avvenuto un secolo fa, di una grande anfora decorata con il mito del centauro Pholos ed Ercole e di una statuetta bronzea dello stesso eroe. Contrada Lauro-Macchione del Bruco Nelle suddette contrade in seguito a scassi del terreno per l'impianto di vigneti o per altri lavori agricoli, è venuto alla luce abbondante materiale archeologico, pertinente a insediamenti e relative necropoli dì età ellenistica (IV-Il sec.. a.C.) Contrada Le Caselle Si è ipotizzata in questa zona la Statio Caprasiae. In effetti tutta l'arca è interessata da reperti, che coprono l'arco di tempo dall'età del ferro a quella romana, con esempi più cospicui della seconda. I lavori di trasformazione agraria di questi ultimi decenni hanno sconvolto e distrutto gli strati archeologici, cosicchè solo dai numerosi frammenti sparsi sui terreno si può supporre un'occupazione del sito agli inizi della nostra era. A poca distanza gli aratri hanno divelto le coperture di numerose tombe "a cassetta" o "alla cappuccina", disperdendone il corredo. Il fondo di proprietà Ida ha restituito cinque monete: tre del IV-Il sec. a.C. e due bizantine; mentre dal fondo di proprietà Esac proviene un buon numero di monete con l'effigie di Nerone. Contrada Canicella-Conche-Camig!iano Altri siti in cui i lavori agricoli hanno scoperto e distrutto materiale di epoca ellenistica e romana; ne consegue che tutto il territorio compreso fra il centro abitato odierno e il torrente Follone conobbe una fitta frequentazione tra il IV sec. a.C. e il V sec. d.C.

 

Elio